Parlo cosi della mia città, Atri, una paesino nella provincia di Teramo in Abruzzo. Più che una città una perla sconosciuta a molti, soprattutto agli occhi di chi ci vive e quotidianamente passa davanti a monumenti di un valore storico e artistico incalcolabile!!
Tutti possono fare una ricerca e sapere che Atri nasce tra l’IX e il X secolo a. C. ma non molto sanno che per molto tempo si è discusso sulle origini del suo nome, una divinità illirica? O il nome dell’adriatico? Ebbene si pensa che l’imperatore Adriano, che regnò su Roma dal 117 fino alla sua morte nel 138 d. C. , diede il nome a questa città, infatti lui era nato in spagna ma si pensa che i suoi nonni fossero di atri e cosi, volendo dare lustro a questa città, le diede un nome che ricordasse il suo.
ma le monete che abbiamo ad Atri, le famose monete del IV-III secolo a. C., tra le prime monete in serie fuse (non come quelle romane che sono invece a conio) recano già la scritta HAT! Può essere stato hadranus, una divinità illirico-sicula a dare il nome? (visto che Atri fu abitata dei popoli illirici nel X-XI sec a. C.) Adrio, divinità ionica, che diede il nome all’Adriatico? Fatto sta che i motivi iconografici sulle monete sono greci e non latini, come pegaso il famoso cavallo alato!

Ma ci sono cose molto più interessanti, tipo la famosa cattedrale di Atri o basilica di Santa Maria Assunta, un gioiello ricoperto da una patina di storia costellata di avvenimenti unici e rari. Ad esempio la nascita della porta santa (che tutt’oggi viene aperta il giorno di ferragosto,festa dell’assunzione di Maria, e dona l’indulgenza plenaria a chi l’attraversa) grazie al papa Celestino V (1209 -1296) che firmò la bolla papale per la creazione della porta santa all’Aquila e ad Atri.
Ma in pochi sanno che il documento che attesta la nascita della porta santa ad Atri non esiste, o meglio è esistito ma il successore di papa Celestino, Bonifacio VIII fece ritirare e distruggere tutte le bolle del suo predecessore. Quella rivolta alla città dell’Aquila in realtà esiste ancora perché venne consegnata al comune e li è ancora custodita.
Nonostante questo la sola presenza della porta santa renderebbe questa chiesa unica al mondo, ma la cattedrale è un forziere pieno di tesori nascosti!!!
Entrando dentro si possono ammirare dipinti bellissimi che in antico ricoprivano tutte le mura della cattedrale, ma che adesso sono frammentari. Infatti durante le peste la cattedrale venne usata come lazzaretto, dopo la fine dell’epidemia, le pareti vennero stuccate di bianco perché si pensava che questa operazione disinfettasse l’ambiente, ma questo ha distrutto gran parte dei dipinti, purtroppo il passaggio della storia non è sempre creatore d’arte ma anche distruttore e nonostante un restauro critico alcune opere sono perse per sempre. Ma non tutte!
La cattedrale è famosa infatti per gli affreschi che troviamo dietro l’altare che hanno come autore Andrea De Litio, questo pittore nativo di Lecce dei Marsi, un paesino sperduto nella Marsica, fu un visionario! Un autore enigmatico e di mirabile bravura che, sotto commissione sicuramente, nascose nei suoi dipinti codici e misteri. Si rappresenta nella cupola, utilizza scritte in volgare, cosa abbastanza importante se contiamo che crea questi affreschi nella meta del 400! Ma non è di lui che oggi vi voglio parlare.
C’è un dipinto molto più antico in questa chiesa, infondo alla navata sinistra, (se si guarda la chiesa dalla porta principale verso l’altare) un affresco che si trova rappresentato in un angolo, in uno spazio piuttosto stretto, che risale a quando la chiesa, all’alba della sua fondazione nel IX secolo, era divisa in cinque navate.
Questo dipinto riporta degli scheletri che ridono e delle persone viventi che li guardano con evidente timore, si tratta forse del tema de ”il trionfo della morte”? Questo tema in Italia nasce prima della peste nera, quindi nella prima metà del 1300, a Pisa. Ma l’affresco di Atri è anteriore o posteriore a questa data? Molte sono le ipotesi. Certo è che lo stile è orientale, ma allora, visto che questo tema si trova in oriente in tutte le sue filosofie, anche quelle greche come l’epicureismo prima del 1300 , vuole essere anteriore a questa data? Come ho già detto nulla è certo, ma sicuramente sappiamo che Atri ebbe parecchi scambi economici e commerciali con Firenze nel XIV (sottolineo che la patrona di Atri santa Reparata è anche la patrona di Firenze e che il culto della santa si istaura nel 1350) e Firenze aveva scambi commerciali con l’oriente, quindi può essere che questo dipinto abbia subito l’influenza di questi fiorenti rapporti tra città, ciò renderebbe il dipinto del 1300 e non più antico come altri indizi possono farci pensare, ma questa è soltanto la banale ipotesi di un APPRENDISTA archeologa!!!![]()

Fatto sta che questa rappresentazione è di mirabile bellezza e di solito viene lasciata da parte per le opere, anch’esse bellissime, del De Litio!!!
Un ultima chicca è il teatro romano, ma non il teatro in sé bensì il palazzo che vi fu costruito sopra nel 1300, un ospedale a cui successivamente furono annessi la chiesa di sant’Andrea (oggi sconsacrata) e il convento, prima dei frati francescani poi dei gesuiti. Successivamente nel 1556 il Cardinale Cicada donò il palazzo alla città di Atri, sotto in quelle che erano le cantine del palazzo, si conservano i resti sepolti del teatro romano.

Per concludere questa piccola storia sulle meraviglie di Atri, (che ovviamente non finiscono qui) voglio menzionare la chiesa di san Nicola, la più antica, già esistente nel 1181 di stile romanico e le chiede di san Francesco D’Assisi e santa Chiara, con annesso il convento delle clarisse ancora oggi presenti. Queste chiese furono fondate durante il XII secolo. La prima nel 1226 da Filippo Longo, discepolo diretto del santo, (si pensa che Francesco stesso sia stato ad Atri) e la seconda nel 1260 da due clarisse compagne della santa che, sempre aiutare da Filippo, fondarono anche il monastero.
Spero che questo viaggio nella storia sia stato interessante e che anche voi siate riusciti ad apprezzare un po’ di più questa magnifica città dove un’APPRENDISTA archeologa si sente fiera di avere i natali!



Lascia un commento