Oggi voglio parlarvi di un argomento a me molto caro che fa parte della mia passione, l’Egitto!
La scrittura misteriosa infatti è il geroglifico. Molti di voi avranno sicuramente visto questo tipo di scrittura su pareti di tombe o su papiri, ma quanti di voi ne conoscono i segreti!?
Per prima cosa possiamo dire che fine all’800 si pensava che questa scrittura non annotasse una vera e propria lingua parlata ma una lingua muta, senza parole, fatta solo di una silenziosa comprensione.

Fu la scoperta della stele di Rosetta a cambiare le carte in tavola. Ritrovata da un generale francese nella città portuale di Rosetta, sul delta del Nilo, la stele presenta le scritture in geroglifico, in Demotico ( un geroglifico semplificato, il diplomatico svedese Johan David Åkerblad lo definiva “corsivo copto”) e in greco. La stele porta l’iscrizione di un annuncio che, ai tempi dell’incoronazione di Tolomeo V, istituiva il suo culto proclamato da dei sacerdoti che si erano riuniti nella città di Menfi. La stele risale quindi al 196-197 a.C.

Fu un certo Jean François Champollion a tradurre per primo i misteriosi segni, presentando nel 1822 all’Accademia delle Iscrizioni e Belle Lettere di Parigi, una tavola dove venivano comparati geroglifico, demotico e ieratico (geroglifico usato nel quotidiano), Con questo dimostrò di saper leggere il nome del faraone Ramses e Thutmoses nei cartigli che contenevano i loro nomi.
(Cartiglio deriva dal termine francese Cartouche, che significa cartuccia, perché i soldati francesi, vedendo l’involucro che racchiudeva i geroglifici lo paragonarono alle cartucce per fucili)
Fu così che Jean presentò il sistema grammaticale geroglifico distinguendo: ‘segni-parola’, che quindi hanno una rappresentazione, una pronuncia, ma un significato che può essere diverso dalla semplice rappresentazione grafica (ad esempio: un vaso di latte pendente da una corda, rappresenta le lettere mr, ma significa ‘essere malato’)=LOGOGRAMMA, poi ancora dei segni che rappresentavano una singola lettera o gruppi di lettere ma che anno un carattere puramente fonetico =FONOGRAMMA, e segni che rappresentavano un concetto legato a quella rappresentazione =IDEOGRAMMI Queste sono ancora oggi le basi di lettura della grammatica egizia.
Ma da che verso si legge il geroglifico? Si può leggere da sinistra a desta o da destra a sinistra, dall’alto al basso o dal basso verso l’alto. Come riconoscerlo? Il geroglifico va letto dal lato opposto in cui le figure guardano, se un uccello guarda verso destra va letto da sinistra e viceversa!

Nonostante sia stato decifrato, il geroglifico rimane una delle lingue più affascinanti, insieme al Sanscrito (lingua indiana, appartenente alla famiglia delle lingue indoeuropee, in cui troviamo scritti i Veda) e il cinese in pittogrammi.
Spero di avervi appassionato un po’ a questa antica forma di scrittura e chissà, magari vi verrà voglia di leggere qualche rigo di geroglifico in qualche tomba o su qualche papiro!

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