Re Artù, tra realtà e leggenda!!! (un articolo scritto per me da Marika Di Febbo)

Questo articolo non è mio ma di una mia COLLEGA apprendista Archeologa, in questo caso futura Medievista, Marika Di Febo!!! Vi lascio alle sue parole!!! “Re Artù è un’importante figura delle leggende della Gran Bretagna, dove appare come la figura del monarca ideale sia in pace sia in guerra. Figlio di re Uther Pendragon, è…

Questo articolo non è mio ma di una mia COLLEGA apprendista Archeologa, in questo caso futura Medievista, Marika Di Febo!!!

Vi lascio alle sue parole!!!

“Re Artù è un’importante figura delle leggende della Gran Bretagna, dove appare come la figura del monarca ideale sia in pace sia in guerra. Figlio di re Uther Pendragon, è il personaggio principale della Materia di Britannia (anche Ciclo bretone e Ciclo arturiano Nelle citazioni più antiche che lo riguardano e nei testi in gallese non viene mai definito re, ma dux bellorum (“signore delle guerre”). Antichi testi altomedievali in gallese lo chiamano ameraudur (“imperatore“), prendendo il termine dal latino, che potrebbe anche significare “signore della guerra“.  Il luogo natale di Artù si tramanda essere Tintagel, in Cornovaglia. Fu Goffredo di Monmouth il primo a proporre tale località, ma lo storico scrisse circa cinque secoli dopo gli eventi dell’epoca arturiana ed a Tintagel nessun ritrovamento archeologico risulta riconducibile direttamente ad Artù Monmouth s’era soliti individuare la tomba del monarca con l’Abbazia di Glastonbury, nel Somerset. Prima dell’anno 1000, in effetti, Glastonbury era un’isola circondata da paludi. Altre interpretazioni medioevali la riscontrano in un’isola prospiciente le coste del Galles nordoccidentale, Bardsey Island.

La legenda colloca il nostro sovrano in un epoca un po’ più tarda rispetto a quella che potrebbe essere invece la vera esistenza del cosiddetto re,  secondo la legenda il piccolo re sarebbe nato dall’unione di re Uther Pendragon, e la regina  Ygraine  moglie di gorlois stregò con la sua bellezza uther che la volle a tutti i costi prima sconfisse gorlois in battaglia poi si fece trasformare da merlino assumendo le sue fattezze per entrare nel letto di ygraine da quella unione nacque il piccolo e futuro re.  Merlino lo prese con se e lo crebbe e lo istruì fino a che il ragazzo non fu in grado di reclamare il suo trono  uther mori e il regno di cameo era rimasto senza re allora merlino ne approfitto e disse a d artù che il trono era suo di diritto essendo il figlio del defunto re cosi per dimostrare a tutto il regno che era lui il legittimo erede al trono lo portò di fronte alla spada nella roccia dove la leggenda voleva che chiunque fosse riuscito ad estrarre la spada nella roccia sarebbe diventato il legittimo re , molti ci provarono ma fallirono solo artù ci riuscì e quello fu il simbolo del suo diritto a regnare Artù, inginocchiato di fronte alla roccia, fece proprio questo: prese la spada, la portò con sé fino alla Cattedrale e la depose sull’altare. Artù fu unto con l’olio santo e, alla presenza di tutti i baroni e della gente comune, giurò solennemente di essere un sovrano leale e di difendere la verità e la giustizia per tutti i giorni della sua vita. Sebbene Excalibur sia identificata con la spada nella roccia, specie nelle versioni recenti del mito arturiano, in numerose opere sono due spade distinte Il nome Excalibur significa in grado di tagliare l’acciaio. Chiamava la spada Caliburn; una spada magica venuta da Avalon. Nella tradizione celtica il nome originale era Caledfwlch. La versione in cui Artù estraeva la spada dalla roccia apparve per la prima volta nel racconto in versi francese Merlino, di Robert de Boron (fine XII secolo – inizio XIII secolo). Ma l’autore inglese sir Thomas Malory, ne La morte di Artù (1485), scrisse che la spada che Artù aveva estratto dalla roccia non era Excalibur, poiché Artù aveva rotto la sua prima spada in uno scontro con re Pellinor; lo stesso viene affermato nella francese Suite du Merlin (Prosa di Merlino), circa 1240. Poco dopo, Artù ricevette una nuova spada dalla Dama del Lago, e questa era chiamata esplicitamente Excalibur: una spada diversa dalla prima. 

Artù non  era di certo solo, anzi era promesso a colei che venne considerata una delle più belle donne del regno: Ginevra figlia di leodegrance  colui che donò  la tavola rotonda ad Artù come regalo di nozze , Artù avrebbe fatto porre nella sala delle udienze  a Camelot; il leggendario re avrebbe quindi invitato a corte tutti i giovani rampolli dell’aristocrazia britanna  Il Consiglio si riuniva appunto attorno alla Tavola Rotonda per significare che anche il Re non era altro che il Primus inter Pares (primo tra i pari) ; Ginevra era bellissima e faceva gola a molti tra i cavalieri valorosi del re, c’è ne era uno laancillotto del lago il primo cavaliere il più valoroso ,(secondo alcuni scritti si pensi che era il cugino di Artù)  che aveva una grande venerazione per la regina  provava amore e affetto e la regina ricambiava il suo amore, il loro amore si trasformo in qualcosa di più grande di loro, quando Artù scopri il tradimento volle uccidere Ginevra ma non fu capace per il troppo amore che provava,  fu comunque salvata da Lancillotto, lei si chiuse in un convento e finì i suoi giorni li di Lancillotto non si seppe più nulla (alcune narrazioni invece ci dicono che proprio per quel la indole di rispetto e onore degni dei cavalieri , verso il suo signore Lancillotto tornò indietro al fianco di Artù per combattere la guerra contro morder) ,Artù distrutto e tradito da coloro che amava di più della sua stessa vita, fu attaccato da suo figlio nato dall’in saputo incesto con la sorellastra morgana, anche lei dotata di poteri magici la battaglia si concluse con la morte del re e di morder il corpo di Artù fu portato ad Avalon in attesa del suo ritorno quando il mondo avrà bisogno di lui .

Ma oltre al sottile velo di leggenda, e alla bellissima storia che vi ho brevemente riassunto Quasi certamente il nostro amato Artù ha un volto vero e proprio. Io   penso ,  anzi ne sono certa che il nostro Artù non sia solo frutto dell’immaginazione di un abile scrittore, ma anzi   si tratti  di uno dei capi bretoni che animarono la vittoriosa  resistenza dei Celti della Cornovaglia contro la conquista anglosassone alla fine  del V e all’inizio del VI secolo d.C. si pensa infatti che il nostro Artù non sia esistito in quello che è il pieno medioevo ,ma in quello che è il periodo tra la fine dell’impero romano e  la tarda antichità e cioè molto prima delle ambientazioni romanzesche , si pensa infatti che sia stato un grande condottiero , un grande re celtico che abbia salvato le sue terre dalla dominazione dei nemici , altri suppongono diciamo che lo identificano con un valoroso un generale romano  Lucio Artorio Casto

Qualsiasi sia l’identità del nostro amato Artù, la sua legenda o la sua storia di una cosa sono certa, dei suoi ideali di amore, giustizia e onore, ideali che ci sono stati tramandati e che riecheggeranno sempre nei secoli a venire sempre e per sempre.

p.s. aspetterò impaziente il suo ritorno”

Queste sono le parole con cui la dolce Marika ci descrive un mito, un uomo, un cavaliere! spero che il suo intervento sia stato gradito e che vi abbia affascinato con una leggenda che vive nei secoli!!!

Marika, la nostra amica che ha scritto per noi, ha ispirato Ginevra nella mia storia!
Marika, la nostra amica che ha scritto per noi, ha ispirato Ginevra nella mia storia!

Grazie Marika a nome mio e dei miei lettori! spero di poter avere ancora la tua collaborazione!

Lascia un commento