Se Trump costruisse un muro di libri!

Cari lettori del blog, è tanto che non scrivo più un articolo, ma c’è un tema di attualità di cui mi preme parlare e che adesso riguarda in prima persona tutti noi cittadini del mondo. In seguito alle recenti elezioni tenutesi i America, il nuovo presidente Donald Trump, ha ritenuto opportuno avviare la costruzione di…

Cari lettori del blog, è tanto che non scrivo più un articolo, ma c’è un tema di attualità di cui mi preme parlare e che adesso riguarda in prima persona tutti noi cittadini del mondo.

In seguito alle recenti elezioni tenutesi i America, il nuovo presidente Donald Trump, ha ritenuto opportuno avviare la costruzione di un muro che crei un confine fisico tra gli Stati Uniti d’America ed il Messico.

Le ragioni dichiarate dal neo presidente sono chiare: bloccare l’affluenza di droga, crimine e immigrazione proveniente dallo stato messicano.

Discutibile? Analizziamo un attimo quello che è il nostro tempo, il periodo storico in cui viviamo. Sono davvero ancora tangibili e visibili le barriere che dividono i nostri stati e le nostre culture? Quanto è facile per noi acquistare oggetti di ogni tipo da ogni parte del mondo o semplicemente ascoltare leggere e/o scambiare informazioni con chi si trova a chilometri di distanza da noi. E’ addirittura possibile imparare lingue straniere senza il bisogno di entrare e camminare veramente nei luoghi dove la suddetta lingua si parla.

Ma andiamo oltre, nel 2017 è davvero mai possibile che serva un muro per fermare, non degli uomini, ma le loro intenzioni nocive?290px-greatwallchina2

Torniamo un attimo indietro nel tempo. 215 a.C. Cina. Inizia la costruzione di una lunghissima cortina che servì ad unire vari avamposti militari in guerra tra di loro per il dominio assoluto delle regioni. Successivamente con il susseguirsi delle dinastie questo confine venne migliorato, ingrandito e ristrutturato per tenere lontane le tribù nomadi del nord (Mongolia) troppo bellicose e pericolose per l’ormai civilizzato e progredito popolo Cinese. Oggi si stima che la cortina sia lunga più di 6000 chilometri e che sia l’unico monumento visibile anche dallo spazio. Venne chiamata grande Muraglia Cinese.trekking-fotografico-muraglia-cinese-2-e1450385208777

II secolo dopo Cristo. L’imperatore romano Adriano ordina la costruzione di un muro in pietra, chiamato più propriamente Limes ovvero limite, che separasse gli stati conquistati da Roma della Britannia e la Caledonia nome romano che definiva le terre a nord del vallo non ancora conquistate.

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Potrei andare mooolto oltre parlando anche di altri muri della storia ma già questi due esempi antichi (ma a quanto pare non così tanto) possono essere usati per spiegare come in realtà le relazioni umane continuano ad esistere perché più forti della malta e della pietra, basti pensare che la cultura Romana, ai tempi di Adriano, va ben oltre il di lui confine. Infatti sono tantissimi i manufatti tipicamente Romani che vengono ritrovati, non solo in Caledonia, ma ben oltre tutti i confini dell’impero.download-1

Ovviamente simile destino tocca anche alle culture materiali di ogni popolo, sia esso antico, medievale, contemporaneo o moderno. Basti pensare ai vari manufatti Egizi ritrovati in Grecia o ai costumi che adottano i Goti con la venuta in Italia dopo la caduta dell’impero Romano. O come le regioni Arabe abbiano portato avanti la scienza ed il sapere durante il periodo medievale che vide l’Europa impantanarsi nella guerra e nella lotta per confini ed invasioni.

In tutte le età l’uomo ha commerciato con gli stessi popoli con cui era in guerra e con altri ancora, favorendo la guerra o creandola. Pensiamo ai pirati ad esempio. Erano un grande problema perché attaccavano tutte le navi, anche quelle della propria nazione e non sto parlando solo della pirateria del 1500 ma anche quella dell’età del bronzo e del ferro.

Ma mentre c’era la pirateria i traffici non si fermavano, e allora vediamo vasi greci in Etruria, metalli come bronzo, rame e oro spostarsi da Cipro o dall’Egitto fino al nord Europa e via dicendo…..

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ricostruzione del relitto di Ulu Burun e del suo carico.

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Voglia arrivare a conclusione dicendo che l’uomo, come essere umano in se è, come ho già detto in precedenza, cittadino del mondo, e che la globalizzazione non è un concetto moderno ma anzi è antichissimo, nato con la nascita della società. Il bisogno antropologico di aggregazione e di conoscenza, di sapere, di curiosità, di imparare, di imitare e di migliorare nascono con il DNA umano, non con Internet, padrone solo della velocizzazione di un processo mai inventato ma sempre riscoperto e migliorato.

Ma ora la domanda fatidica: se l’uomo non può fermare concetti e idee, ne scambi e mistioni, non può bloccarli ne se negativi ne se positivi, è davvero necessario costruire un muro, o è meglio insegnare ad un popolo cosa significa rispetto, lavoro, sacrificio ed onore?

I muri non servono a niente, il bene non si può dividere dal male con la pietra, lo si può fare solo insegnando ad ogni bambino entrambi i concetti e facendogli vedere i frutti di tali comportamenti.

Per finire, con l’umiltà che un apprendista deve avere, ricordo a tutti che non è un rimprovero il mio. Chi studia la storia sa che si ripete e che gli uomini ricadono negli stessi errori, ma sa anche che l’uomo dimentica facilmente e presto questi errori…..

I muri cadono, le idee ( solo se collettive) restano.

Forse se Trump costruisse un muro di libri sarebbe più utile ……

 

Andrew Jones                                                 download (1) muro libri.jpg

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