Un monumento di un passato lontano…

Voglio parlarvi, in questo breve articolo, di un sito archeologico davvero importante per la nostra regione, ma davvero poco conosciuto e poco visitato. Questo parco archeologico nasce a Fossa, una piccola città vicino l’Aquila che, in realtà, io definirei molto grande per la storia che racconta. Prima di tutto bisogna sapere che il sito sorge…

Voglio parlarvi, in questo breve articolo, di un sito archeologico davvero importante per la nostra regione, ma davvero poco conosciuto e poco visitato.

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Veduta dall’alto della necropoli

Questo parco archeologico nasce a Fossa, una piccola città vicino l’Aquila che, in realtà, io definirei molto grande per la storia che racconta. Prima di tutto bisogna sapere che il sito sorge vicino un quartiere creato interamente con case-container frutto dei terribili eventi legati ai terremoti che affliggono questa parte della nostra regione. Reputo importante sottolineare questo particolare per due motivi: uno dal punto di vista paesaggistico. E’ infatti il paesaggio che ci racconta la storia della nostra terra e nonostante questa storia sia recente e, forse, ci abbia fin troppo portati ad intorpidirci nei confronti di essa per affrontare meglio, in cuor nostro, i capricci della natura, non dobbiamo far affievolire nel nostro cuore la solidarietà per il nostro popolo che tutti i giorni continua a lottare in silenzio un nemico invincibile. L’altro motivo per cui ricordo la locazione di questo sito riguarda la cura che le persone che vi abitano vicino, se bene afflitte da altri pensieri, tentano di riservare per un territorio che nonostante gli scherzi fatti loro, continuano a curare con affetto e nel migliore dei modi con i pochi mezzi a loro disposizione.

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Parte della necropoli e del paesaggio circostante

Facciamo ora il solito salto nel passato e raccontiamo la storia di questa necropoli meravigliosa. Per prima cosa sappiate che in archeologia le necropoli (i nostri cimiteri per spiegare a chi è totalmente profano) portano con se dal passato evidenze a dir poco spaventose della società e della cultura degli uomini a cui appartennero. Perché questo? È abbastanza intuitivo in effetti; pensate a quanto può colpire emotivamente la perdita di un caro, a tutto il dolore, insieme al bagaglio emotivo che questo comporta. In più noi esseri umani non sappiamo cosa ci sia dietro la morte, la scienza e le religioni provano da millenni a spiegare come sarà la vita al di là del confine della morte ma, tuttora, non abbiamo l’immediata e sicura consapevolezza e conoscenza legata a questo fenomeno. Immaginiamo ora come potesse essere per popoli vissuti 15, 16 secoli prima di Cristo. Avranno provato paura? Certo! Avranno cercato di spiegarsi il perché di tutto questo? Senz’altro! Avranno lasciato pegni d’affetto per i loro cari? Ovviamente! Tutto queste domane trovano risposta proprio all’interno delle loro tombe.

Il discorso legato a questa necropoli specifica è assai complesso perché fu usata per diversi secoli e come accade ancora oggi, nel tempo le mode e le esigenze cambiavano e così anche i metodi di sepoltura.

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Tumulo n.300 con la sua processione di Menir, si noti quello disteso, probabilmente rappresentava il defunto.

Mi soffermerò sulla tipologia di sepoltura che noi chiamiamo a tumulo: essenzialmente è costituita dalla costruzione di una piccola collina di terra dove all’interno è ricavata una camera sepolcrale. A Fossa, i tumuli maschili sono accompagnati da una processione di menir, ossia statue alte fino a 2 metri e messe in fila dalla più piccola e lontana fino alla più grande e vicina, fino ad arrivare all’ultimo menir, appoggiato sul bordo del tumulo quasi rappresentasse il caduto sepolto all’interno, con la processione di guerrieri, suoi compagni, pronti, in piedi ad omaggiarlo per sempre.

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processione di Menir del tumulo n.300, sono i più grandi della nescopoli.

Questa è solo una piccolissima storia che riguarda questa necropoli, ne nasconde molte altre e misteriose che però vanno scoperte e sentite sul posto dove ovviamente vi invito ad andare per camminare davvero tra le vie del passato.

Questo sito è davvero qualcosa di unico che non esiste in nessun altro posto al mondo se non qui. Questo perché possiede una potenza visiva, data dalla ricostruzione post scavo delle tombe ritrovate, che in pochi altri posti legati a questo periodo storico si può trovare.

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particolare di un tumulo, pietra di riuso, probabilmente in precedenza era una vaschetta usata come unità di misura

Vi lascio augurandomi che l’emozione provata da me, apprendista archeologa, sia arrivata anche un po’ a voi e che ciò vi incuriosisca a tal punto da continuare le indagini su questo sito e magari andare davvero li sul posto per passeggiare nella storia….

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Vi sono altre tombe nella necropoli: questa è una tomba a camera di una bambina. posteriore ai tumuli.
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Nelle tombe a camera della necropoli sono stati ritrovati dei letti funerari in osso, ne esistono 300 esemplari al mondo, 150 vengono dall’Abruzzo.
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Altri particolari di letti in osso.

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teca nel museo di Onna (vicino fossa) che presenta il corredo di una tomba a cassone: questa era costruita come un grande baule e le cerniere dimostrano il metodo di chiusura del cassone di legno dove all’interno deponevano il defunto.
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Grattugia per grattugiare il formaggio nel vino, museo di Onna
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quei piccoli “tre piedi” erano utilizzati per tenere gli spiedini con la carne sulla brace ardente……chi è abruzzese sta pensando a quello che sto pensando io? fa bene!!! si può dire che fossero antenati dei nostri moderni arrosticini!!!
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Per i Vestini di questo periodo, questo era il popolo che abitava il territorio, era più importante bere che mangiare, lasciavano infatti nelle tombe più vasi per conservare vino che cibo in generale, questo perché erano un popolo di guerrieri, e il vino era utile per inibire la paura.
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voglio ricordare inoltre che i Vestini erano il popolo di Nevio Pompuleio ovvero il famoso guerriero di Capestrano, fu un grande re, merito suo fu l’unione di due popoli, i Vestini Cismontani ed i Vestini Transmontani. prima di lui esistevano due popoli separati, dopo di lui c’era una repubblica vestina che andava dal territorio dell’Aquila fino al mare.

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