Un racconto un po’ ambiguo…

Nella stupenda cattedrale di Atri dedicata a Santa Maria Assunta sono tante le opere d’arte degne di nomina e piene di valore, oggi vorrei soffermarmi un poco su una di queste: un affresco che rappresenta una storia denominata “i tre vivi e i tre morti”. Ma comincio dal principio: voglio parlarvene perché qualche giorno fa…

Nella stupenda cattedrale di Atri dedicata a Santa Maria Assunta sono tante le opere d’arte degne di nomina e piene di valore, oggi vorrei soffermarmi un poco su una di queste: un affresco che rappresenta una storia denominata “i tre vivi e i tre morti”.

Ma comincio dal principio: voglio parlarvene perché qualche giorno fa ad una lezione di “Storia comparata dell’arte medievale in Europa” il professor Gaetano Curzi, docente di storia dell’arte medievale all’Università degli studi “Gabriele D’annunzio”, mi ha stupita presentando quest’opera durante una sua lezione.cattedrale-basilica-s

L’emozione per me è stata grande: una giovane studentessa che vede riflessa sulla tela una slide con un opera che, in realtà, ha sotto gli occhi da tutta una vita. Non che non sapessi nulla su quest’opera anzi, mi ha sempre affascinato molto, ma sentirne parlare durante un corso universitario ha tutto un altro sapore.

Ma veniamo a noi. L’affresco rappresenta una storia di origine persiana, tre baldi giovani ricchi e belli a caccia con i loro scudieri incontrano due scheletri (in altri esempi riportati in Italia gli scheletri eguagliano il numero dei tre ragazzi). Questi personaggi senza vita sorprendono i giovani che si ritraggono in una posa di spavento. La paura non è data solo dalla visione della morte, ma dalle parole enunciate dai cadaveri, la frase è in latino ma la riporto in italiano: “ciò che noi siamo, voi sarete”. Questo monito, unito con la visione putrescente degli scheletri destabilizza i tre cacciatori.

Ma la bellezza non sta solo nella storia! Questa rappresentazione è tanto importante quanto rara; pochi sono gli esempi monumentali in Italia di questo tema, più comune nelle miniature.

La datazione? Sicuramente tra il 1230 e il 1270. Vi sembra un arco cronologico breve? Forse sì, ma essendo questo periodo intriso di cambiamenti, ai fini della ricerca scientifica non avere una data precisa crea qualche problema.timthumb

Questo fu il periodo in cui Federico II lasciò il passo agli Angioini, non senza strenue resistenze da parte di Manfredi (figlio illegittimo di Federico) e Corradino (nipote del grande sovrano svevo).

Ma questa non fu l’unica vicenda storica a cambiare le sorti della cultura del tempo, anche la religione cristiana stava cambiando. I monaci lasciavano lentamente il passo agli ordini mendicanti. Le differenze? I monaci vivevano una vita arroccata e chiusa nei monasteri, forti sostenitori politici dei sovrani, mentre i mendicanti profetizzavano un diverso tipo di religione. La loro vita era all’interno del villaggio, stabiliti in monasteri situati nelle periferie, a contatto con la gente, incentrata sull’evangelizzazione del popolo. Ora potete capire quanto questo periodo fu instabile e pieno di mutamenti.

E il nostro affresco che c’entra con tutto ciò? La sua forza culturale, ciò che lo rende testimone del suo tempo, a mio modestissimo parere, è la sua ambiguità. Cosa intendono comunicare gli scheletri ai giovani? Il messaggio può avere due chiavi di lettura: “cari ragazzi godetevi la vita che tanto diventerete polvere!” Oppure: “forse è meglio che ponderiate le vostre azioni in vita per avere la salvezza”.

Qualcuno potrà pensare che trovandosi all’interno di una chiesa il messaggio non può essere che quello del badare alle azioni della vita. Ma non è così facile. Come ho già detto questo fu un periodo di grandi cambiamenti e l’arte ne porta i chiari segni, un piccolo esempio può essere quello dei monumenti funerari, i più belli del medioevo. Come mai? Erano molto lavorati, raffinati, corporei. Ciò significa che grande importanza ebbe la rappresentanza del corpo, quindi della carne e di conseguenza questo fu uno degli esempi della grande importanza data al destino individuale.

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Visitate ed ammirate questo raro capolavoro che si trova nella nostra bellissima cattedrale.

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