
Tra il 16 ed il 20 aprile ho avuto la fortuna di poter fare una capatina in Marocco, il viaggio è stato poco progettato e molto all’avventura, avevamo solo qualche idea su cosa ci offrisse da turisti la città di Marrakech, nostra prima meta e sede di pernotto.
Il viaggio è cominciato con un volo Ryanair Roma-Ciampino, Marrakech che ci ha portati ad arrivare verso le 23.00 nel bellissimo aeroporto della città e subito dopo nelle vie caotiche e pittoresche alla volta del nostro Riad.
I Riad sono delle case antiche tipiche situate all’interno del vecchio quartiere della medina ed ora trasformate per accogliere turisti coraggiosi disposti ad affrontare il caos del souk, il mercato antico nel cuore del quartiere. In effetti raggiungere il Riad da turiste ignare della vita di Marrakech è stato un impatto non indifferente, ma appena varcata la soglia del portone in legno l’atmosfera cambia e il sogno da mille ed una notte ha inizio. Il nostro Riad era magnifico, un piccolo atrio con una grande scala tappezzata di mattonelle colorate ci ha accolte, il tutto affacciava su un meraviglioso cortile interno a cielo aperto, pieno di colorate mattonelle e con una meravigliosa piscina idromassaggio anch’essa coloratissima.

Ma la parte più bella è stata sicuramente la camera, affacciata con una meravigliosa finestra di legno intagliato che copriva vetri colorato sulla balaustra soprastante il cortile.
La camera non era molto grande, ma davvero bella e accogliente con un bagno grande e davvero degno di una reggia.
Nel primo giorno di permanenza la nostra avventura è iniziata passeggiando per le stradine del souk, mi avevano avvertita di stare attenta a non perdermi perché le vie del mercato sono intricare e davvero tutte molto simili…..ma ovviamente non ho seguito il consiglio!
Il mercato è affascinante e rapisce il cuore di ogni viaggiatore-avventuriero. Tutte le piccole bancarelle disposte vicinissime nelle vie strette e la presenza di tantissime persone rendono congestionato il passaggio. Chi è schizzinoso e non ama i forti odori potrebbe trovarsi un po’ a disagio, dato il passaggio continuo di animali, dai gatti ai muli che trasportano carretti. Anche le piccole attività che vendono carne e frattaglie all’aperto non aiutano certo, l’odore sgradevole si unisce delle volte al forte odore di spezie ed unguenti che non aiuta gli stomaci più deboli.
Ma di certo questo non toglie bellezza alla città.
Nella nostra prima giornata ci siamo goduti ciò che c’era da vedere a Marrakech, posti meravigliosi come Le jardin de Majorelle, uno splendido giardino creato per Ivan San Loren, famoso stilista che al centro di tanta meravigli costruì la sua casa. Ma le sorprese non finiscono qui, un altro posto magico è sicuramente la Maison de la Photographie, luogo davvero struggente per chi ama l’arte della fotografia e comunque gradevolissimo per chi ne è meno appassionato. La Maison è un riad adibito a mostra fotografica e al piano di sopra vi è un piccolo ristorante dove si può gustare il karkadè migliore della città. Noi stanchi abbiamo deciso di fermarci a mangiare gustando uno dei piatti tipici del Marocco il Taijine, pietanza a base di carne in umido cotta in un tipico contenitore in terra corra.
Il nostro secondo giorno è stato alla volta della montagna di Haut Atlas, una montagna rossa rocciosa ricca e rigogliosa dal terreno rosso, e del deserto roccioso dove abbiamo gustato un ottimo pranzo in una meravigliosa tenda berbera e subito dopo un bellissimo giro in cammello per osservare il panorama.

Il terzo giorno alla volta della famosa città di Essaouira, situata sul mare e molto turistica, davvero tranquilla e colorata, molto più di Marrakech, una meta tranquilla e bellissima, dalle viette bianche e blu con un mercato caratteristico dove abbiamo effettuato gli ultimi acquisti compreso l’olio di Argan, prodotto nelle vicinanze.
Ripartire dal Marocco e triste ma estremamente struggente, un posto dove non puoi lasciare una pare del tuo cuore e dove di certo ti viene voglia di tornare ancora ancora e ancora.
Sono stata breve, senza soffermarmi su tutte le emozioni messe nello zaino e tutte le sensazioni lasciate tra le caratteristiche vie marocchine.

La partenza per il mio prossimo viaggio è vicina, ma i miei occhi sono ancora pieni della polvere e della sabbia del meraviglioso Marocco.
Lascia un commento