Poesia per un maldestro

Vorrei amarti per amare me, vorrei che ti amassi per poterti amare, vorrei che proprio tu riuscissi a darmi quella sensazione di libertà gioiosa che tengo segreta dentro il cuore. Ma tu non sei capace, ci provo e ci riprovo ma non riesco mai a vederti, tu non ci sei, ti ho inventato io, e…

Vorrei amarti per amare me, vorrei che ti amassi per poterti amare, vorrei che proprio tu riuscissi a darmi quella sensazione di libertà gioiosa che tengo segreta dentro il cuore. Ma tu non sei capace, ci provo e ci riprovo ma non riesco mai a vederti, tu non ci sei, ti ho inventato io, e non so perché chiedo ad un cieco di vedere, ad un sordo di ascoltare, ad uno zoppo di correre, forse perché quella bambina che tengo legata infondo al cuore che tanto vorrebbe uscire in realtà non è mai stata chiusa. È talmente parte di me che vede con i miei occhi e sogna con il mio cuore. Non temere come sempre io mi salverò, non da sola come sempre però, arriverà il mio principe, saprà scavalcare il muro possente della mia corazza, ma non troverà nessuna principessa da salvare, solo una bambina, da sola in un magnifico bosco, intenta ad osservare incantata frammenti di vita passata, si chinerà su di lei, né ammirerà la purezza dei tratti, lei le sorriderà gioiosa, entusiasta. Si prenderanno per meno e lui capirà che si sono salvati a vicenda.

Andrea Di Giovanni

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