Ciao, mi chiamo Andrea e sono un’archeologa.
Bel lavoro vero? Quando lo dico di solito la gente risponde “wow!” accompagnando questa esclamazione con vari commenti del tipo “anch’io da piccolo volevo fare l’archeologo” “quindi scavi i dinosauri?!”…. No non scavo i dinosauri! Quelli sono i paleontologi…..
Molti, come ben potete immaginare, rispondono senza minimamente immaginare in cosa consista il nostro lavoro…. Spesso anche noi non lo sappiamo con certezza!
Di certo i viaggi avventurosi a volte capitano, ma la maggior parte delle volte in una campagna di scavo i momenti più epici e avventurosi sono anche i più scomodi :scavare sotto la pioggia o in piena notte, recuperare oggetti di inestimabile valore scientifico in anfratti piccoli, profondi, scomodi e pericolanti, lottare contro il tempo, i tombaroli e il ministero …. Ecco forse l’ultima cosa non sembra molto avventurosa ma vi assicuro che lo è!
La vita da archeologa è comunque vicina a quando vedi un bel vestito in una favolosa vetrina del centro: tutti lo vogliono ma pochi entrano in negozio per provarlo, e di quelli che lo provano sono rari coloro a cui sta bene… E contemporaneamente se lo possono permettere! Diciamo che non è per tutti. Io sono un caso a parte, io non mi sono nemmeno posta il problema del “come mi sta?” ho comprato il vestito con la certezza che fosse il mio e che non avrei mai trovato abito più bello nella mia vita!
Nonostante la certezza, abituarsi è difficile: devi essere operaio ma anche scienziato, saperti interfacciare con umiltà ma con distacco, essere colto e raffinato ma anche alla mano, scaltro, politico, empatico, osservatore… Tosta vero? E si lo so.
Io provo tutti i giorni a migliorare, alcuni di più altri di meno, provo a mettercela tutta sempre, ma i cambiamenti sono lenti e spesso la pazienza verso se stessi deve essere la forma essenziale per rimanere concentrati e dritti all’obiettivo.

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