Atri, la mia preziosa cittadina, si riempie di eventi e di cultura musicale, ma non sempre vengono interpretati correttamente.
La nostra città, in questi giorni, ha avuto l’onore di ospitare diverse Masterclass di musica classica dove moltissimi allievi e professionisti si sono incontrati per accrescere i loro talenti.
Durante tutto il periodo in questione diversi concerti sono stati organizzati per permettere al pubblico interessato di gustare meravigliose melodie provenienti da diversi strumenti e cantanti.
Giovedì 17 agosto si è tenuto, al Teatro Comunale di Atri, un concerto intitolato “Suoni e racconti per Ennio Morricone” interpretato dal trombettista Mike Applebaum e l’arpista Lucia Antonacci.
Il concerto si è svolto nel ricordo dei diversi contatti artistici e professionali tra Applebaum e il famoso compositore. Riportando a teatro le meravigliose melodie tramite due strumenti d’eccezione.
Non tutti hanno gradito la performance! L’indubbia bravura dei due musicisti è stata offuscata da un sentore di sessismo nei confronti della “offuscata” arpista, la professoressa Antonacci.
Ore 6:00 della mattina del giorno 20 agosto, al comune di Atri perviene una mail dove viene descritta, con dovizia di dettagli e indignazione, l’oscuramento della figura artistica e professionale della Antonacci.
Un vero e proprio reclamo basato sulla differenza di genere che vede la talentuosa arpista postposta alla voce narrante del professor Applebaum che, oltre a cimentarsi nella musica si è espresso nella narrazione verbale dei pezzi suonati.
La domanda che sorge spontanea a questo punto è: era necessaria questa reazione?
È indubbia la disparità di genere che ancora affligge la nostra cultura, vediamo e sentiamo tutti i giorni di spiacevolissimi episodi di sessismo spesso portati fino alle estreme conseguenze. Non è trascurabile come il substrato sociale sia ancora afflitto da piccoli e grandi episodi di sessismo ma è davvero questo il modo di combattere?
Nel caso specifico i due artisti hanno scelto insieme come organizzare il loro spettacolo e il professor Applebaum si è espresso raccontando i suoi personali contatti con il genio di Morricone. Questa narrazione ha davvero offuscato la figura della professoressa Antonacci?
È importante considerare come qualsiasi azione sociale svolta, a favore di chi subisce una discriminazione (quando presente) deve essere rivolta in prima istanza alla vittima. Ci chiediamo quindi perché non c’è stata una interazione umana e personale con l’artista; una richiesta, in prima battuta, alla diretta interessata. Un ascolto della sua voce in prima persona.
Così abbiamo visto come un’azione compassionevole e altruista può trasformarsi in un richiamo sterile e davvero poco efficace.
Le scelte di tutti, soprattutto quando riguardano la sfera dell’arte, ma anche banalmente quelle sociali quotidiane, sono scelte libere. Farsi paladini dei diritti altrui dovrebbe presupporre un contatto diretto con chi viene difeso. Solo il diretto interessato conosce la sua verità e, a prescindere, la verità dell’altro va accettata sempre, anche se a noi non piace.
Dott.ssa Andrea Di Giovanni

Lascia un commento