Riflessioni tra passato e futuro
Viviamo un assoluto presente, una ragione culturale che attanaglia tutti, vecchi e bambini.
Siamo intrappolati nel mondo dell’immobilità che ci vuole sempre presenti nel velocissimo domani che ci attanaglia e ci spinge a guardare solo avanti, ad un futuro che sappiamo incerto. Troppo spesso le vecchie generazioni non sono in grado di uscire da sé stesse disgustate dall’innovazione. Le generazioni dei più giovani sentono l’annichilirsi di un futuro vacuo che sembra non arrivare mai. Condannati a rimanere sotto il “si è sempre fatto così”.
Ma in tutto questo cosa c’entra l’archeologia?
Questa materia relativamente nuova insegna già nel suo metodo. L’archeologia è una “scienza non scienza” una branca di studi che, non avendo una forma definita, prese e prende da tante altre materie.
Non è scienza, ma nemmeno umanesimo. L’Archeologia è quanto ciò di più elastico ci sia, data l’elasticità della materia, adattabile a tutti i campi riguardanti l’essere umano. L’uomo se non fosse stato incline alla trasformazione non si sarebbe evoluto. Se il nuovo non si fosse gradualmente sostituito al vecchio, se l’innovazione non avesse preso il posto della tradizione, se lo slancio creativo non fosse stato preso come parola d’ordine, noi non saremmo ciò che siamo oggi.
Forse qualcuno noterà in questo discorso qualcosa di contraddittorio. Nulla di più sbagliato. Eliminare il vecchio non significa tagliare le radici, ma far cadere le foglie morte, decidere cosa tenere a seconda della stagione culturale in cui si sta entrando.
Avere contezza dell’antico ci aiuta a capire quanto siamo piccoli e quanto dell’umano è stato già vissuto, ma serve anche a mostrarci come i cambiamenti siano necessari, come la cultura possa decidere le sorti di un paese, a lungo raggio, più dell’economia.
Ci aiuta a vedere dove il nostro occhio, viziato dall’esperienza personale, non può arrivare.
Allora quale materia migliore dell’archeologia per discutere delle cose degli uomini. Dei loro comportamenti e delle loro abitudini, delle loro sofferenze e delle loro differenze.
L’archeologia può essere una delle materie cardine per una rieducazione consapevole di tutti grazie alle sue mille sfaccettature.
Amiamo il passato, insegnante che, per andare avanti, ci mostra come l’innovazione sia necessaria tanto quanto la storia passata.
Seguitemi perche presto ci saranno tantissime novità.
Dott.ssa Andrea Di Giovanni

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