La scienza non è democratica ma gli scienziati hanno l’obbligo di spiegare cosa non sanno ancora e perché non lo sanno. Spesso nella comunicazione troppo veloce dei social questo particolare viene dimenticato. C’è differenza tra opinione e fatto accertato e accettato scientificamente. Non basta nemmeno insegnare materie scientifiche a scuola se non si insegna, in primis, la scienza e il suo metodo di pensiero.
La smart life viene oggi intesa come una vita tecnologicamente assistita in tutto. In questo concetto ritroviamo la tecnica, concetto filosofico che racchiude il pensiero, più che il mezzo-strumento tecnologico in sé, permea in ogni ambito della vita. Ma siamo davvero sicuri che queste semplificazioni aiutino veramente? Facciamo un passo indietro ed arriviamo alla Roma imperiale.
Roma costruiva. Infrastrutture per la maggior parte dei casi. Dai templi agli acquedotti, dalle strade ai teatri, tutto ciò che serviva ai romani Roma la creava. Ma chi si sporcava le mani?
I cittadini romani all’inizio della storia di Roma, ma i cittadini propri, con il passare del tempo e l’ingrandirsi dell’impero, si adoperavano sempre meno. Erano le genti importate da lontano, principalmente come schiavi, a mettere in pratica le arti. Così i barbari, i popoli del centro Europa, iniziarono insieme a molte altre persone di diverse etnie ad essere il braccio operativo dell’impero.
Come finisce questa storia? Lo sappiamo un po’ tutti. Per molti motivi politici e sociali il grande impero decade prima ad ovest e poi ad est. E chi scenderà in Italia a comandare ciò che rimane dell’impero d’occidente sono proprio i barbari.
Tra i tanti fattori, molto complici, che portarono a questo epilogo a noi interessa quello dell’ozio. I romani, “rammolliti” dal loro essere tecnologicamente assistiti dai barbari, smettono di capire e conoscere, passando la conoscenza a chi fa per loro.
È ovvio che qui mettiamo in evidenza solo un aspetto di una parte di storia complessissima, e intricata. Ma è indiscutibile come il fattore delegativo nelle opere di costruzione, creazione ma anche di gestione degli eserciti alla lunga ha contribuito a sgretolare l’impero.
Badate non si vuole banalizzare, ma semplificare. Un popolo che non è più padrone della conoscenza legata alle forme più basilari della vita e della progressione sociale si dovrà affidare e chi ne sa più di lui.
Pensiamo ai nostri telefoni, o alle nostre macchine. Quanti di noi conoscono il procedimento che avviene nel dispositivo ogni volta che noi compiamo un’azione su di lui? Di certo non la maggior parte della popolazione. Quindi se qualcuno non fornisce il dispositivo e le informazioni per usarlo il soggetto in questione ne rimarrà privo. Ma non solo, la produzione è spostata dove i costi sono minori. anche gli schiavi costavano meno dei cittadini romani, non vi ricorda procedimenti a noi molto vicini?
Devo per forza comparare il tutto all’uso delle parole, lasciatemelo fare, non coltivare l’istruzione è un errore tipico delle società in crisi. Se la nostra scuola non ci insegna tanti termini, noi pensiamo poco. Non vuole essere una frase fatta. Il nostro cervello sa determinare un pensiero, dentro uno standard preciso e ri-proponibile, solo se questo pensiero ha una parola che lo descrive. In pratica se noi non conosciamo la parola amore noi non sappiamo di provarlo. Vi sembra eccessivo? Ragioniamo insieme. Quanti ragazzi (e non solo) ad oggi, molto spesso, provano un disagio e non sanno capire che cos’è e da dove deriva. Allora si affidano alla filosofia spicciola da tik tok confondendo la malinconia con la depressione, l’egoismo con il narcisismo. I sentimenti si insegnano, vanno imparati, ma il nostro ministro si vede bene dal finanziare l’istruzione sessuo-affettiva nelle nostre scuole.
L’ignoranza e il bigottismo ad oggi vengono troppo spesso chiamati fascismo senza capire cosa fu il fascismo. Ignorando che il regime fu solamente devastazione e morte pura e che non fece proprio nulla di buono. Nulla, tutte le informazioni che girano intorno a quello che mussolini fece per l’Italia sono fake news, le bonifiche, la tredicesima ecc. Venne fatto tutto o prima o dopo il ventennio fascista, il nostro caro vecchio amico Benito non c’entra proprio nulla. Se si è favorevoli all’equità di diritti si diventa immediatamente comunisti, confondendo la corrente comunista italiana fatta da Enrico Berlinguer con quella stalinista russa come se, avendo lo stesso nome, fossero la stessa cosa. Concetti offuscati nella mente di chi crede di conoscerli, diventano male assoluto quando vengono sparsi in giro sui social trovando persone che, senza spirito critico, credono a tutto senza criterio.
C’è chi ha puntato sulla cultura, sapendo che la cultura paga davvero e alla lunga paga più di ogni altra cosa. Al contrario di ciò che disse Tremonti, i tedeschi, puntando sulla cultura e sulla ricerca, sono attualmente i migliori in Europa in tantissimi campi.
Fattori come la complessità della loro lingua permettono di pensare in maniera più specifica, aiutando così il pensiero socio-culturale. Il tedesco possiede termini specifici e/o compositi per ogni oggetto e/o pensiero, al contrario della nostra lingua che per descrivere ha bisogno dell’ausilio di aggettivi.
Imparate più cose possibili, quindi, imparate il metodo prima che i contenuti. Cercate di avvalervi di meno mezzi della tecnica e di più mezzi della cultura. Sapere come si manda avanti un orto, quali piante fioriscono in primavera e quali in estate, come funziona un motore a scoppio o che potenzialità ha l’elettricità sono informazioni importantissime. Come conoscere l’etimologia della parola ‘osceno’ (in greco ciò che è fuori dalla scena del teatro). Osceno è ciò che è troppo violento per essere rappresentato. Per i greci l’infanticidio, lo stupro e la violenza in genere non meritavano di essere messi sul proscenio (ciò che è dentro la scena). Si limitavano a narrarlo. Quanta signorilità persa….
Osceno è l’uso incontrollato della tecnica senza chiedersi come sfruttarla a favore della cultura e del miglioramento della vita sociale. Il passato insegna: la vita intelligente era quello dell’uomo che conosceva il contesto in cui esso si muoveva e viveva, sapendone, in fine, interpretare le leggi naturali.

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